Gioco e rapporto con il proprio corpo in preadolescenza e adolescenza

9 aprile 2018 IC di Villanova d’Asti Incontro formativo per genitori e docenti con la dott.ssa Gloria Fasano psicologa, psicoterapeuta, Presidente Unicef di Asti 

L’adolescenza è sicuramente una tra le fasi della vita più importanti e delicate per ogni individuo, caratterizzata da molti cambiamenti a livello fisico, emotivo e relazionale. Spesso genitori ed insegnanti riportano la difficoltà di gestire i ragazzi di oggi. Molti genitori sono provati da questa fase della vita dei loro figli e lamentano di non riuscire più a riconoscere il proprio “bambino” in quel ragazzino provocatorio, chiuso, incompreso.

Gli educatori sanno bene quanto sia difficile sostenere i ragazzi quando si trovano ad affrontare emozioni negative.

Adolescenza o “adolescenze”?

È più corretto parlare di adolescenze per le profonde differenze che dipendono dall’ambiente e dal tempo in cui vengono vissute. Si modifica significativamente il modo in cui si soddisfano i bisogni evolutivi.

Io e il mio migliore amico / L’amica del cuore

L’amicizia gioca un ruolo fondamentale per capire chi si è cioè per la costruzione della propria identità. A quest’età si sviluppano legami d’amicizia intensi ed esclusivi. I ragazzi sentono l’esigenza di comunicare ogni cosa perché l’amico è una persona competente, conosce perfettamente la situazione, percepisce la realtà allo stesso modo. Si condivide tutto. L’amico è il testimone delle esperienze compiute.

Se per i ragazzi l’amicizia vuol dire fare qualcosa insieme, per le ragazze l’amicizia è stare insieme anche senza uno scopo preciso e parlare, in un perenne racconto di come si è e si vorrebbe essere e di come appaiono gli altri. Alla migliore amica si chiede lealtà, aiuto, affidabilità, ci si aspetta che dia giudizi costruttivi, non inquinate dalle paure degli adulti. Soprattutto, con lei si parla, certe di essere capite.

Cosa può aiutare

Gli adolescenti privilegiano il mondo digitale e i videogiochi, invece è importante coinvolgerli nel gioco di squadra che li stimola a condividere, collaborare e relazionarsi. Si possono sfruttare le occasioni di relazione meno strutturate, per esempio invitando a casa gli amici dei figli. Ci saranno commenti spontanei che consentiranno di parlare di molti argomenti e confrontarsi uno con le abitudini dell’altro.

Campeggio e vacanze lontano dalla famiglia consentono loro di mettersi in gioco e condividere  le emozioni con altre persone.

Valori e bisogno di indipendenza

È forte a questa età il desiderio di prendere le distanze dagli adulti, di andare alla ricerca di una propria identità e di un proprio modo di essere, di mettersi alla prova e sperimentarsi.

Come genitori abbiamo difficoltà a lasciarli andare oppure li sproniamo per strade per le quali ancora non sono pronti. Li troviamo talvolta strani ed estranei, ci disorientano i loro cambiamenti. Si stanno separando da noi e noi siamo chiamati a farlo da loro.

Molti degli insegnamenti ricevuti dalla famiglia durante la loro infanzia vengono ora messi in discussione ma, tra conflitti e crisi,  anche riconosciuti come valori e fatti propri.

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PEDIBUS

Per fare movimento
Imparare a circolare
Esplorare il proprio quartiere
Diminuire traffico e inquinamento
Insieme per divertirsi
Bambini più allegri e sicuri di sé
Un buon esempio per tutti
Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola

(da www.piedibus.it)

L’acrostico riportato sul sito ufficiale del pedibus descrive in modo efficace le finalità di questo interessante progetto.

Nei plessi di Valfenera e di Villanova torna a circolare uno strano scuolabus allegro ed ecologico, funziona utilizzando un carburante a basso impatto ambientale, la forza muscolare delle  gambe, rinnovabile in qualsiasi momento e che non inquina l’aria dei nostri paesi con dannosi gas di scarico.

È il pedibus, un autobus di linea che va a piedi ed è formato dai bambini che vanno a  scuola in gruppo. Genitori disponibili e volontari nel ruolo di conducenti e controllori accolgono i piccoli passeggeri al capolinea, poi all’ora stabilita si mettono in marcia  rispettando le fermate lungo il percorso per raccogliere altri bambini.

Il pedibus viaggia in sicurezza perché tutti i viaggiatori indossano giubbotti fluorescenti, è climatizzato poiché i componenti adattano il loro abbigliamento alla temperatura della giornata e non consuma quasi niente, soltanto un pochino la suola delle scarpe.

I partecipanti ci guadagnano in forma fisica, fanno amicizia e, in veste di pedoni,  imparano le regole dell’educazione stradale e della convivenza civile.

Ci guadagna l’atmosfera: il pedibus aiuta a ridurre la concentrazione di traffico attorno alle scuole, le chiacchiere e le risate combattono l’inquinamento acustico.

Sono 3 le linee operative a Villanova capoluogo. La linea gialla:

A Valfenera è attiva 1 linea al mattino e il “Mangiapedibus” nei giorni di rientro.
Più avanti inizierà anche il percorso “Rocca” dalla scuola dell’infanzia.

PULIAMO INSIEME

Nel fine settimana del 24 e 25 marzo ‘18 il nostro IC è stato coinvolto nel progetto “Puliamo insieme” promosso dall’Ufficio Ambiente e Politiche Giovanili della Provincia di Asti: studenti, volontari e adulti con il compito di raccogliere rifiuti abbandonati (non ingombranti) restituendo così un territorio “più pulito” e cittadini “più sensibili”.

Gli organizzatori hanno dotato ogni “paladino dell’ambiente” di guanti, giubbotti catarifrangenti e cappellini per operare in sicurezza.

Una squadra al lavoro con l’obiettivo di trasmettere un messaggio importantissimo, quello di avere cura del patrimonio naturalistico e urbano del proprio comune come se si trattasse del giardino di casa nostra!

Il rispetto per l’ambiente inizia fin da bambini e parte dai piccoli gesti quotidiani.

L’iniziativa proseguirà con l’intervento di esperti nelle classi per un incontro interattivo sul tema della raccolta differenziata per comprendere come i rifiuti possano trasformarsi in una potenziale risorsa per l’ambiente.

E ancora la partecipazione al concorso “DIFFERENZIAMOCI”, volto a promuovere la cultura della corretta gestione dei rifiuti come modello di vita per il futuro.

In palio una settimana formativa al campeggio estivo di Roccaverano.

Storie per crescere insieme

La lettura ad alta voce come approccio per crescere futuri lettori.

Incontro per genitori e docenti 5 marzo 2018 IC di Villanova d’Asti con la dott.ssa Luisa Corino responsabile del Progetto Nati per Leggere della Biblioteca Estense G. Faletti.

Non è mai troppo presto per cominciare.

Leggere ad alta voce ai bambini è un’esperienza coinvolgente e formativa, magica e preziosa. Fa bene ai bimbi che vivono queste occasioni come una parentesi tutta per loro. Aiuta l’adulto ad affrontare al meglio le tappe e i problemi della crescita del bambino, basta un pizzico di fantasia e un po’ di pazienza.  Ogni racconto è un utile e potente mezzo per farlo.

Una storia per ogni emozione

Spostare l’attenzione su un personaggio che vive, guarda caso, proprio le difficoltà dei nostri figli aiuta a trovare soluzioni a tante questioni quotidiane.

Ecco, allora, una girandola di personaggi buffi e teneri che si misurano con situazioni tipiche del diventare grandi.

Un antidoto contro rabbia, capricci e lacrime

I libri come scrigni contengono baci-caramella da appoggiare sulla guancia quando la mancanza di mamma e papà è così forte da lasciare i bambini tristi e svogliati. Si possono condividere con gli amici, perchè i genitori ne hanno lasciato una bella scorta, e scoprire che anch’essi provano le stesse paure.

Insegnano a raccogliere le lacrime in uno strofinaccio, a metterle tutte insieme, a fare loro i grattini, a scuoterle e a farle volare. Ci si accorge così che non ci sono più, si sono asciugate.

Quando la rabbia esplode incontrollata e indomabile, un grosso, brutto dinosauro aiuta a contenerla: il mostro finirà imbrigliato e messo in trappola. Il piccolo protagonista del racconto scoprirà che il mostro poi tanto cattivo non è e ne diventerà amico.

La magia dei libri

Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la referente della Biblioteca Dada Rosso di Villanova d’Asti illustrando il programma delle iniziative.

I bibliotecari offrono proposte di lettura per l’infanzia, mettendo a disposizione dei genitori raccolte di libri adatti alle differenti fasce d’età e organizzando letture ed eventi in biblioteca.
Altre figure chiave del progetto sono i lettori volontari che donano il loro tempo per leggere ai bambini sensibilizzando le famiglie sull’importanza della lettura ad alta voce e dimostrando ai genitori che è facile leggere ai propri figli.

Le Arance della Salute 2018

Anche quest’anno il nostro Istituto ha promosso l’appuntamento con le Arance della Salute, l’iniziativa dell’AIRC a sostegno della ricerca sul cancro. Le arance sono ormai diventate un simbolo della ricerca contro questa temibile malattia. Questo delizioso agrume tipico della stagione fredda rappresenta, infatti, l’alimentazione sana che costituisce la base della prevenzione.

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Molte le adesioni pervenute dalle famiglie per l’acquisto delle reticelle di arance rosse, ma anche di vasetti di miele e marmellata di qualità e provenienza garantite, contrassegnate dal marchio dell’Associazione.

L’iniziativa ha avuto luogo sabato 27 gennaio: i volontari hanno animato le piazze di tutta Italia in una giornata di festa e di incontro distribuendo anche una pubblicazione con preziosi consigli e ricette per alimentarci in modo corretto.

Basta un piccolo contributo, quindi, per fare il pieno di vitamine e far del bene alla ricerca.

Essere ConsapevolMente “Social”

Serata formativa per genitori e docenti con la dott.ssa Mara Gilli e la dott.ssa Valentina Lucioni.

 

Mercoledì 24 gennaio 2018 Scuola Secondaria di Villanova d’Asti

Il bullismo online è un fenomeno che riguarda bambini e adolescenti che frequentano i social network e navigano in Rete.

Cyberbullismo e bullismo: la differenza
Entrambi hanno alcune caratteristiche in comune: si tratta di una serie di azioni ripetute nel tempo, a danno di una vittima. La scelgono perché ne individuano la fragilità e l’isolamento all’interno del gruppo. Non si tratta di un episodio occasionale, ma di una consuetudine che mina, di giorno in giorno, l’autostima e la sicurezza della vittima.

La differenza, però, tra bullismo e cyberbullismo è lo spazio dove questo accade. I bulli agiscono nel mondo reale, i cyberbulli online.

Tra le mura di casa
Pur soffrendo, quando rientra a casa, la vittima di bullismo si sente protetta. Chi, invece, è vittima di attacchi in rete, si sente sempre vulnerabile, perché attraverso la mail o il telefono è sempre raggiungibile: cyberbulli e vittime sono in contatto h24.SOCIAL

Un selfie è… per sempre

Nella dimensione virtuale gli atti di bullismo (immagini, commenti) non possono essere cancellati o, se vengono eliminati, hanno comunque già raggiunto una diffusione capillare incontrollabile.

 

Il mito dell’anonimato

La pervasività del cyberbullismo è dunque maggiore e aggravata dal fatto che, in alcuni casi, gli attacchi possono essere anonimi. Quindi la vittima ignora anche chi sia il suo persecutore, sentendosi ancora più sola e disperata.

 

Dietro lo schermo

L’uso del computer o del cellulare aumenta il coraggio e la spregiudicatezza, fa diventare arditi: si dicono cose che in faccia non si direbbero mai.
Per questo è diventato più facile attaccare. Così anche i timidi o gli insicuri, che non sarebbero mai stati bulli, tirano fuori l’aggressività e diventano cyberbulli.

 

Conoscere, condividere, comunicare

Per evitare il cyberbullismo è importante informare studenti e famiglie sui rischi e sugli atti di prevaricazione o discriminazione sul web e i social network. I genitori e gli insegnanti possono fornire supporto ai ragazzi, dialogando con loro, approfittando delle occasioni in cui se ne parla in tv per commentare le notizie e abituarli ad entrare nei panni dell’altro, stimolando l’empatia. Sono di aiuto articoli e riflessioni sulle vittime che hanno subito atti di bullismo.

 

L’altra faccia della medaglia. E se il cyberbullo fosse mio figlio?
Tutti siamo molto preoccupati che nostro figlio/a sia vittima di cyberbullismo: ma se fosse nostro figlio il cyberbullo, l’autore di danni on line?

Anche in questo caso, giudicare e sgridare non basta. È meglio prima capire qual è il motivo che porta il ragazzo a comportarsi in questo modo e poi fargli capire che è sbagliato. È importante chiedergli se è consapevole del male che provoca, perché spesso questi ragazzi non sono consapevoli della sofferenza che suscitano nelle vittime. Se questi passaggi non fossero sufficienti, l’intervento della polizia postale o di un terapeuta è fondamentale.

Questi sono solo alcuni degli aspetti trattati dalle psicologhe nel corso dell’incontro che si Bullismoè rivelato davvero interessante per i numerosi spunti di riflessione proposti.

È necessario approfondire e unire le forze per cercare in tutti i modi di fermare il fenomeno. E un ruolo determinante spetta ai genitori e alla scuola.

 

 

 

 

CONCERTO DEGLI AUGURI

Mercoledì 20 dicembre alle ore 21 presso la Chiesa parrocchiale di San Martino di Villanova d’Asti si è tenuto l’atteso Concerto degli Auguri, organizzato dalla Scuola Secondaria di I grado “Astesano” dell’Istituto Comprensivo di Villanova d’Asti, in occasione delle festività natalizie.

Alla presenza di un folto pubblico, che ha riempito completamente la chiesa, circa 180 alunni delle classi prime, seconde e terze si sono alternati nell’esecuzione di brani strumentali e canzoni natalizie, con la partecipazione speciale della Junior Band, la sezione giovanile della Società Filarmonica Comunale diretta dal Maestro Giovanni Gamba, che, con la sua abilità ed il suo talento, ha dato un significativo apporto alla riuscita dell’evento.

La preparazione del Concerto ha coinvolto in questi mesi non solo gli alunni, impegnati nello studio dei brani da suonare o cantare, ma tutto il team della scuola “Astesano”, il Dirigente con il suo staff, i docenti, il personale di segreteria e gli operatori scolastici, diffondendo passione ed entusiasmo sia nei locali scolastici che durante la serata.

Questa preziosa collaborazione si è concretizzata durante il concerto in un grande finale a sorpresa, con l’esecuzione di due canzoni natalizie da parte di tutti gli alunni, insegnanti e operatori scolastici presenti, che hanno formato un unico grande coro, segno tangibile della sinergia che contraddistingue l’Istituto Comprensivo di Villanova.

Con questa iniziativa si è voluta inaugurare la tradizione del Concerto di Natale che rappresenta occasione di incontro, contatto e scambio con le famiglie degli alunni e l’intera cittadinanza e che offre, al tempo stesso, una preziosa opportunità per gli studenti di mettere a frutto il talento e la predisposizione musicale personale.

Il successo dell’iniziativa, decretato dagli applausi e dal grande sostegno del pubblico presente (costituito dalle famiglie degli alunni, da ex-alunni, da diverse autorità cittadine che hanno accolto l’invito della scuola e da tanti simpatizzanti), è un chiaro segnale della presenza attiva della scuola sul territorio; questa risposta, particolarmente positiva, costituisce, inoltre, per tutti coloro che operano nell’Istituto Comprensivo, un ulteriore stimolo a costruire una rete sempre più fitta di rapporti e scambi con le realtà esterne, ma confinanti, con il mondo scolastico.

Made with Padlet

I “NO” che fanno crescere

In un’epoca in cui tutti sono alla ricerca del benessere e della felicità, quale significato e che valore educativo può avere un “no”?

Un incontro per una riflessione in controtendenza insieme a don Domenico Cravero sui temi della genitorialità.

Mercoledì 15 novembre ’17 presso la scuola secondaria di Villanova d’Asti

La difficoltà di dire “no”
Mamme e papà spesso temono che il no comprometta la relazione con i figli. Davanti a pianti, richieste, capricci, i genitori spesso si trovano spiazzati, e molte volte, pensando di far bene, concedono ai piccoli quello che vogliono. Ma il non dire mai ‘no’ può avere conseguenze negative nella crescita dei bambini e dei ragazzi.
Il “no” detto con affetto, calma e fermezza è salutare; i limiti imposti al bambino devono essere stabili e coerenti, il più possibile condivisi da tutti coloro che si occupano di lui.20171117_003745Perché dire di “no”
Dire di “no”, fissare dei limiti, significa trasmettere al bambino un modello che lo aiuterà a cavarsela in modo autonomo, lo farà sentire al sicuro in famiglia e lo aiuterà a sviluppare le proprie risorse.

I limiti possono rappresentare delle frustrazioni e far arrabbiare un bambino, ma sono anche dei confini, che lo proteggono e lo fanno sentire al sicuro.

Il genitore che dice sempre sì, pensando di risparmiare al figlio una sofferenza, in realtà lo priva dell’opportunità di sviluppare la propria autostima e gli strumenti per far fronte alle avversità.

Come

Con l’autorevolezza che il ruolo del genitore richiede. Il figlio deve sapere che le nostre richieste hanno una ragione. Giustificando i ‘no’ lo aiutiamo a comprendere, lo orientiamo e lo aiutiamo ad accettare una delusione. È chiaro che la motivazione deve rispettare la maturazione raggiunta dal bambino.

A cosa

No alla mancanza di collaborazione, i ragazzi devono contribuire alla conduzione della casa.
No alle concessioni continue. Ci vogliono paletti sull’uso delle tecnologie e sul tempo a esse dedicato. Videogiochi e web richiedono investimenti di tempo ingentissimi sottraendolo alle relazioni umane.
No alle continue richieste.

, invece, al confronto, all’aiuto reciproco tra genitori, alla coesione, in modo da evitare lo smarrimento e condividere le scelte educative rendendole più efficaci.

In conclusione

Senza separazione, senza la distanza che deriva da una decisione educativa, i nostri figli non possono crescere e diventare grandi. Il no è un buon contributo a questo progetto!